LE TEMPESTE GEOMAGNETICHE
Studi teorici e sperimentali hanno mostrato che l'aumento dell'intensità della corrente ad anello ha come conseguenza il verificarsi di forti e persistenti disturbi del campo magnetico terrestre che portano ad una diminuzione dell'intensità della componente orizzontale (H) del campo magnetico sulla superficie del pianeta. In questi periodi magneticamente perturbati, definiti come tempeste magnetiche, si manifestano pertanto delle variazioni del campo magnetico osservato in superficie che, pur essendo irregolari, presentano delle caratteristiche sistematiche nel loro andamento temporale. Generalmente, ma non sempre, la tempesta magnetica inizia con un improvviso aumento, detto SSC (da Storm Sudden Commencement), dell'intensità della componente orizzontale H del campo magnetico terrestre. L'SSC, pur essendo un fenomeno planetario può variare in latitudine e tempo locale. Immediatamente dopo l'SSC (entro un'ora) troviamo la fase iniziale della tempesta che ha inizio con un repentino aumento dell'intensità della componente orizzontale H che può, nell'arco di 2-3 minuti, raggiungere decine di nT.


Questa figura mostra l'andamento della componente orizzontale (H) del campo magnetico terrestre durante una "tipica" tempesta magnetica.


In seguito la componente H, pur fluttuando, si mantiene con un valore elevato per alcune ore (da 1 a 10) per poi diminuire bruscamente raggiungendo un valore nettamente inferiore a quello di partenza (la fase principale). Ha inizio, a questo punto, la fase di recupero della tempesta in cui l'intensità della componente orizzontale del campo magnetico aumenta nuovamente, dapprima con un tempo di scala di qualche ora, poi di qualche giorno, fino a raggiungere nuovamente il valore pre-tempesta. Questa evoluzione è definibile su base statistica; esaminando invece le singole tempeste è possibile trovare una notevole varietà di andamenti. Ci sono, infatti, perturbazioni in cui l'andamento di H è strettamente conforme all'andamento descritto così come vi sono perturbazioni in cui non tutte le fasi sono perfettamente individuabili.


 
Il grafico mostra l'andamento della componente orizzontale (H) del campo magnetico terrestre, come registrato presso l'osservatorio geomagnetico di L'Aquila, durante una delle ultime forti tempeste magnetiche (dal 29/10/2003 al 30/10/2003). (L'immagine sullo sfondo è stata presa il 6/11/1999 dalla missione TRACE).



L'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia provvede alla registrazione di magnetogrammi in tempo reale dell'andamento delle componenti del campo geomagnetico effettuata presso l'osservatorio geomagnetico permanente di L'Aquila (AQU).
E' possibile, inoltre, visualizzare i valori relativi all'indice k, in particolare possibile accedere ai:
 
Bollettini mensili dell'indice k (manuali) e variazioni rapide;

Bollettini mensili dell'indice k (automatici).