LA CAVITÀ MAGNETOSFERICA
Il campo magnetico terrestre costituisce un ostacolo sul cammino del vento solare così come un albero nel corso di un fiume. Quando il vento solare incontra il campo magnetico terrestre quest'ultimo viene compresso dalla pressione del vento solare e le sue linee di forza vengono schiacciate dalla parte del Sole sino a raggiungere una configurazione d'equilibrio.

Il vento solare dopo l'interazione con la Terra prosegue nel suo moto e le parti circostanti il pianeta, ove la pressione del campo terrestre supera quella del vento solare, lo forzeranno a fluire intorno al campo stesso avvolgendolo. Dal punto subsolare, cioè dove il vento agisce con la sua pressione massima raggiungendo la distanza minima dalla Terra, il vento solare fluisce attorno al pianeta confinando le linee di forza del campo in un volume a forma di cometa.

Lo spazio di confinamento venne chiamato magnetosfera da Gold alla fine degli anni '50 quando iniziò, l'era spaziale. L'uso scientifico dei satelliti artificiali confermò e precisò i concetti ora accennati con delle misure sperimentali in loco. Si trovò che il bordo della magnetosfera si trova a circa 10 raggi terrestri dalla parte della congiungente Terra-Sole, mentre si discosta sempre di più dalla Terra andando verso le alte latitudini; questo limite è stato chiamato magnetopausa.

A monte della magnetopausa, il flusso del vento solare ha una velocità supersonica; la sua interazione con il campo magnetico terrestre provoca quindi anche un'onda d'urto. Non bisogna trascurare, inoltre, che nel vento solare è presente anche un campo magnetico, sempre di origine solare, che viene trasportato dal plasma nello spazio interplanetario. Anche questo campo magnetico, che chiameremo interplanetario, interagisce con il campo magnetico terrestre.